ma come lo commento un articolo così????? mhà! TUTTI A MARBELLA!
domenica 1 aprile 2012
mercoledì 28 marzo 2012
la cura..senza Battiato
Non mi sto curando veramente di nulla!
Solo di una birra dall'improbabile nome tipo atlas strong 8.5 alquanto fortina se non sei mangiata!
Ahhhhhhhhhhhhh! Forse alcuni sanno della mia tanto amata professione di paralegale, consulente legale, patrocinante legale, praticante legale. Ma l'altro giorno, porca vacca, l'altro giorno si è avverato quell'incubo. Quello che il primo momento in cui rinsanisci dall'adolescenza traumatica decidi essere il tuo incubo. Il mio in questione è sempre stato quello di cadere dalla scala principale che apre tutte le porte. La stessa scala del tipo che quando si chiudono un sacco di porte ti si apre un portone. Un immenso scalone di ottomilaeungradino dal quale tu scendi trionfante non curante ma curante, la cui visuale per te e per loro è a trecentossessanta gradi!
Mai cadere da quella scala, si ripete consapevole da dolce fanciulla che si barcamena tra un tacco centimetriunoeunoemezzo nelle occasioni speciali! Mai cadere mi ripeto.
Invece cado. Eccome se cado. Di culo, di chiappa, chiamatela come volete, ma cado. Il fermino al terzo rotolamento ce l'ha messo il collega, che senza il piede suo me la facevo tutta la scala dei miei sogni. Ho ringraziato con sorriso comprensibile, della serie sono disposta a dartela se mi fornisci il minimo accenno che nessuno ha visto. E invece tutti hanno visto. La nonchalance cari miei non s'insegna, la nonchalance cari miei è alzarsi dallo scalone incubo, ridere di falso gusto, riattaccarsi la rotula autonomamente e fare come se nulla fosse stato. Successivamente suggerisco comunqe di uscire dal retro per sicurezza, ma la nonchalance non s'insegna nonsignore!
Ringrazio poi pubblicamente l'amica Valendì la quale al messaggio " Valendì sò caduta dalla scala, tutta me la sono fatta!" ha gentilmente risposto " Ma che ti sei messa le scarpe nuove?"
Comunque sia, tutto bene!
La cura? ATLAS STRONG 8.5.
TAL DEG!
sabato 24 marzo 2012
pensiero tremendo
Se la mia vita avesse un commentatore esterno..bhè cari miei, se la riderebbe alla grande!
giovedì 1 marzo 2012
giovedì 16 febbraio 2012
Arrivederci signò!
Non mi sono spezzata gambe e braccia, nessun ghiacciolone mi si è conficcato nel capocollo cadendo dal balcone di quello che mette il cartello “caduta neve” però non è che la spala sto bastardo! Qualche culata si ma con gli airbag naturali che mi ritrovo al massimo c’ho guadagnato in rassodamento del gluteo.
Il vero problema è l’esaurimento della gente. Lo pensate tutti. Lo so.
Nessuno sa più guidare. Tutti rincoglioniti diventano. Invece di schiacciare il freno, sfondano l’acceleratore, sembra che nessuno conosca più le basi: distanza di sicurezza e non schiacciare il freno sul ghiaccio altrimenti sei scemo! Difficile?
Se sei pedone, affanculo tutti i motori
Se sei in motorino, sei scemo e basta.
Se sei in macchina, affanculo tutti i pedoni.
Se sei in bus……e qui si apre un brutto mondo!
Gente strana transita sui bus. Io non lo prendo da quando avevo 8 anni. A Bologna son precisi, ma brutto affare i bus. L’esperienza del bus secondo me ti fa crescere. Ti svegli subito! Se sei rincoglionito, ti svegli subito dopo due giorni di bus!
Oltre al fatto che senza alcun intento, ogni volta che lo prendo, mi ritrovo in mezzo ad una congrega tunisina. Io le vedo le altre ragazze! Di fianco c’hanno il nonno, l’infermo, la gravida. Io no. Io ho la congrega. Oh mica per razzismo eh? Si fa per dire! Però…e che cazzo!”
Poi sempre l’autobus che si rompe devo prendere io. Quelli sani mi scansano. Mi scansano quelli sani, quelli puliti, quelli in orario, quelli senza controllore. Solo autobus cessi devo prendere io.
E poi dopo un giornatone di merda, salgo su questo. Profumato, pulito, nessuna congrega, con la musichetta ambient. Azzz! M’appoggio al signore, mi chiede scusa, mi offre un posto. Così ora leggo! E leggo. Bello l’autobus. Non è vero che è cesso. E’ bello! Poi.
Poi arriva la vecchia. Attenzione non l’anziana dolce dalla quale solo guardandola puoi imparare qualcosa. Attenzione, non la signora anziana bisognosa di appoggio alla quale porteresti la spesa, attenzione non l’anziana! La vecchia! Manco si siede che già sento un…..”maleducata”. Dopo circa 15 minuti d’infamie capisco che sono io la destinataria di tali turpiloqui! Perché? Perché io mi sono seduta nel posto riservato.
Riservato a chi? Il bus è vuoto signo’!!!!
“ E non rispondere, bambina arrogante che non sei altro! Perché lo so come fai! Ti metti lì a leggere e poi fai finta di niente, tanto chi se ne frega dei posti riservati! Sai leggere no? Stai leggendo, dovrai pur saper leggere! E allora leggi qua se sai leggere! Qua si siedono i vecchi, le gravide e gli infermi!
Y. “signò il bus è vuoto”!
“ E non mi rispondere, che mi devi rispetto, cara bambina! Ma i tuoi genitori l’educazione? Eh? E pretendi pure di avere ragione? Eh? Eh? Eh?
…………..trattieniti!.......NO…………trattieniti!........NO!!!!!
Y: “ Senta signora, mi dispiace molto che lei risenta di gravi problemi personali che non riesce a risolvere in famiglia, però allo stesso tempo ritengo che abbuttare la gente sull’autobus direzione Casalecchio non sarà la soluzione! Inoltre io non sono una bambina, ma anche se fossi nata ieri lei non dovrebbe darmi del tu per lo stesso motivo per cui non lo faccio io che rispetto la sua età ed il fatto che mi è estranea. Per concludere, cara la mia signora, mi dispiace vivamente che lei si reputi un’anziana inferma col bastone perché invece io la vedo proprio bene! Molto arzilla la vedo signora! Inoltre signora, mi pare di aver capito che sa leggere signora, quindi a meno che lei non sia incinta signora, e la vedo dura cara signora, oppure abbia al seguito bambini e carrozzine signora, nemmeno lei ha tutto quel diritto di stare lì dove siede! Arrivederci signò!
Il vero problema è l’esaurimento della gente. Lo pensate tutti. Lo so.
Nessuno sa più guidare. Tutti rincoglioniti diventano. Invece di schiacciare il freno, sfondano l’acceleratore, sembra che nessuno conosca più le basi: distanza di sicurezza e non schiacciare il freno sul ghiaccio altrimenti sei scemo! Difficile?
Se sei pedone, affanculo tutti i motori
Se sei in motorino, sei scemo e basta.
Se sei in macchina, affanculo tutti i pedoni.
Se sei in bus……e qui si apre un brutto mondo!
Gente strana transita sui bus. Io non lo prendo da quando avevo 8 anni. A Bologna son precisi, ma brutto affare i bus. L’esperienza del bus secondo me ti fa crescere. Ti svegli subito! Se sei rincoglionito, ti svegli subito dopo due giorni di bus!
Oltre al fatto che senza alcun intento, ogni volta che lo prendo, mi ritrovo in mezzo ad una congrega tunisina. Io le vedo le altre ragazze! Di fianco c’hanno il nonno, l’infermo, la gravida. Io no. Io ho la congrega. Oh mica per razzismo eh? Si fa per dire! Però…e che cazzo!”
Poi sempre l’autobus che si rompe devo prendere io. Quelli sani mi scansano. Mi scansano quelli sani, quelli puliti, quelli in orario, quelli senza controllore. Solo autobus cessi devo prendere io.
E poi dopo un giornatone di merda, salgo su questo. Profumato, pulito, nessuna congrega, con la musichetta ambient. Azzz! M’appoggio al signore, mi chiede scusa, mi offre un posto. Così ora leggo! E leggo. Bello l’autobus. Non è vero che è cesso. E’ bello! Poi.
Poi arriva la vecchia. Attenzione non l’anziana dolce dalla quale solo guardandola puoi imparare qualcosa. Attenzione, non la signora anziana bisognosa di appoggio alla quale porteresti la spesa, attenzione non l’anziana! La vecchia! Manco si siede che già sento un…..”maleducata”. Dopo circa 15 minuti d’infamie capisco che sono io la destinataria di tali turpiloqui! Perché? Perché io mi sono seduta nel posto riservato.
Riservato a chi? Il bus è vuoto signo’!!!!
“ E non rispondere, bambina arrogante che non sei altro! Perché lo so come fai! Ti metti lì a leggere e poi fai finta di niente, tanto chi se ne frega dei posti riservati! Sai leggere no? Stai leggendo, dovrai pur saper leggere! E allora leggi qua se sai leggere! Qua si siedono i vecchi, le gravide e gli infermi!
Y. “signò il bus è vuoto”!
“ E non mi rispondere, che mi devi rispetto, cara bambina! Ma i tuoi genitori l’educazione? Eh? E pretendi pure di avere ragione? Eh? Eh? Eh?
…………..trattieniti!.......NO…………trattieniti!........NO!!!!!
Y: “ Senta signora, mi dispiace molto che lei risenta di gravi problemi personali che non riesce a risolvere in famiglia, però allo stesso tempo ritengo che abbuttare la gente sull’autobus direzione Casalecchio non sarà la soluzione! Inoltre io non sono una bambina, ma anche se fossi nata ieri lei non dovrebbe darmi del tu per lo stesso motivo per cui non lo faccio io che rispetto la sua età ed il fatto che mi è estranea. Per concludere, cara la mia signora, mi dispiace vivamente che lei si reputi un’anziana inferma col bastone perché invece io la vedo proprio bene! Molto arzilla la vedo signora! Inoltre signora, mi pare di aver capito che sa leggere signora, quindi a meno che lei non sia incinta signora, e la vedo dura cara signora, oppure abbia al seguito bambini e carrozzine signora, nemmeno lei ha tutto quel diritto di stare lì dove siede! Arrivederci signò!
giovedì 9 febbraio 2012
Conversazioni coniugali
Y: beddu ma com'è bianco questo vino..!!!
B: amore è vino bianco!!!
martedì 24 gennaio 2012
wc
Avrei dovuto farle vedere il mio bagno, perchè alla fine non è riuscita a vedere il bagno, doveva vederlo però, il bagno, e insomma niente bagno, cioè non è che non c'è il bagno, il bagno c'è, è che avrei dovuto farglielo vedere ma alla fine non l'ha visto, vado così fiera del mio bagno che avrebbe dovuto vedere lo.. il bagno, però non l'ha visto il bagno, tanto carino il mio bagno e poi...ok.
lunedì 23 gennaio 2012
orgoglio e delizia!
Sasha Ciabatti. Credo che l'abbiano obbligato ma comunque mi ha illustrata...ovvero ha illustrato il mio racconto "io sono una donna del sud" e l'ha fatto....DELIZIOSAMENTE!
così :
cioè voglio dire...a me pare delizioso, a te non pare delizioso? Eh? Eh?
così :
cioè voglio dire...a me pare delizioso, a te non pare delizioso? Eh? Eh?
giovedì 19 gennaio 2012
Avevo stata selezionata!
Lo so. Non mi vedete quasi più ma con la crisi pure le parole vengono meno. Non ci si emoziona tanto. Scarseggia di tutto. Il pensiero prende vie, ma non quelle del blog. Però mi porto dientro ancora tanti strascichi dei tempi che furono. Per esempio ero stata selezionata per una roba tanto fica. Una volanzine di Scriptavolant. Poi ho fatto la cattiva e giustamente trattandosi di sito ben organizzato con gente seria che lavora mi hanno fatto fuori. Infatti mi sono già prostrata a baciare parecchi culi e ho tentato di scusarmi, ma che ci vuoi fare..sono terrona ed ho i miei tempi per non fare le cose! Comunque lì si doveva commentare i racconti, io non l'ho fatto ed è scoppiato il patatrak!
Però gli altri mi hanno commentato un sacco! In sostanza pare che il mio racconto facesse parecchia merda!..in effetti...!Comunque io me lo piazzo qui, sul mio blog, il mio amatissimo e abbandonatissimo quindi frustratissimo blogghe! Si lo so è parecchio drammatico sto racconto. Non è certo la yashanti che conoscete voi! sarà per quello che ........Poi ditemelo voi...cosa ne pensate?
La rumba e i santi
Quando ho visto che non c’era più nulla da fare, ho preferito sul momento battere in ritirata.
“ Quelle rosse?”
“ Si, quelle rosse col tacco a spillo.”
Immagino che la decisione definitiva si prenda sempre nel momento in cui si percepisce di non poter più contribuire a modificare le cose, nemmeno sotto sforzo, nemmeno pregando qualche santo.
Come molti, arrivo a pregare solo quando non ho scelta, con la solita pretesa che proprio per non averlo mai fatto, mi venga riservato un diritto di prelazione sul favore richiesto.
Non è mai cambiato niente pregando e mi vergogno anche un po’ a farlo quando lo faccio, in fondo muoiono tante cose, tante persone ma a me non interessa io voglio solo che arrivi il momento di ballare la rumba, m’interessa solo che arrivi la rumba.
Pur avendone il timore, non avrei mai creduto che non sarebbe stato capace di farlo davvero ed ero anche convinta che un barlume di vita mi fosse rimasto, invece no, niente di niente, mi viene quasi da pensare che se magari non avessi pregato quel santo le cose sarebbero andate diversamente, ma poi non avrei avuto altro, nessuna ultima spiaggia, solo la rumba.
I figli non si dovrebbero mai fare con i disperati, quelli che con i figli cercano di crearsi una personalità, di crearsi un alibi per le loro miserabili vite e la tua vita può essere miserabile indipendentemente dai soldi che possiedi, dalle specializzazioni che hai, la tua vita può essere miserabile e basta.
“ Viola no! Stai zitta, smettila, non dovresti dirmi tutto questo, così limiti la mia possibilità di aiutarti!”
“Non c’è problema Sara, non m’interessa essere aiutata, devi solo sistemare le cose al meglio quando sarà il momento, nient’altro.”
Certi locali sono strani, da una parte tutta birra, dall’altra tutto tranne che birra, come se cambiasse qualcosa bere birra piuttosto che altro quando ti prepari a fare quello che dovevo fare io.
Le scarpe rosse calzano bene, nessuno scricchiolio nonostante siano nuove, nessun dolore, immaginavo sarebbero state perfette e lo sono.
Nonostante tutta questa gente, non ho nemmeno un barlume di disagio addosso, nemmeno un piccolo pensiero per la testa, d’altra parte non mi serve più pensare ora che sono pronta.
L’ho visto da lontano, ho riconosciuto subito la sua miseria e lui la mia.
“Viola, non dovresti essere qui.”
“Non dovrei.”
“Perché sei qui?”
“ C’è una rumba che devo ballare stasera.”
In quel momento avrei preferito dargli almeno il tempo di pregare qualche santo ma poi ho pensato che quel tempo sarebbe andato sprecato, che chi si sente dio non ha bisogno di nessun santo da pregare.
“Ho fatto tutto quello che potevo per salvare nostro figlio Viola, sarebbe morto anche se fosse stato un altro il chirurgo, sono passati cinque anni, le persone vanno avanti Viola, dovresti farlo anche tu, prenderti cura di te stessa, Cristo!”
Mi sono preparata così bene che ci ho messo un attimo e nell’esatto momento in cui è morto sono convinta che non abbia provato nulla. In fondo era quello che volevo per lui, che non provasse più nulla ed ero quello che volevo per me, non provare nulla.
“Pronto! Sara? Preparati a sistemare le cose, ho appena finito di ballare la mia Rumba!”
“ Quelle rosse?”
“ Si, quelle rosse col tacco a spillo.”
Immagino che la decisione definitiva si prenda sempre nel momento in cui si percepisce di non poter più contribuire a modificare le cose, nemmeno sotto sforzo, nemmeno pregando qualche santo.
Come molti, arrivo a pregare solo quando non ho scelta, con la solita pretesa che proprio per non averlo mai fatto, mi venga riservato un diritto di prelazione sul favore richiesto.
Non è mai cambiato niente pregando e mi vergogno anche un po’ a farlo quando lo faccio, in fondo muoiono tante cose, tante persone ma a me non interessa io voglio solo che arrivi il momento di ballare la rumba, m’interessa solo che arrivi la rumba.
Pur avendone il timore, non avrei mai creduto che non sarebbe stato capace di farlo davvero ed ero anche convinta che un barlume di vita mi fosse rimasto, invece no, niente di niente, mi viene quasi da pensare che se magari non avessi pregato quel santo le cose sarebbero andate diversamente, ma poi non avrei avuto altro, nessuna ultima spiaggia, solo la rumba.
I figli non si dovrebbero mai fare con i disperati, quelli che con i figli cercano di crearsi una personalità, di crearsi un alibi per le loro miserabili vite e la tua vita può essere miserabile indipendentemente dai soldi che possiedi, dalle specializzazioni che hai, la tua vita può essere miserabile e basta.
“ Viola no! Stai zitta, smettila, non dovresti dirmi tutto questo, così limiti la mia possibilità di aiutarti!”
“Non c’è problema Sara, non m’interessa essere aiutata, devi solo sistemare le cose al meglio quando sarà il momento, nient’altro.”
Certi locali sono strani, da una parte tutta birra, dall’altra tutto tranne che birra, come se cambiasse qualcosa bere birra piuttosto che altro quando ti prepari a fare quello che dovevo fare io.
Le scarpe rosse calzano bene, nessuno scricchiolio nonostante siano nuove, nessun dolore, immaginavo sarebbero state perfette e lo sono.
Nonostante tutta questa gente, non ho nemmeno un barlume di disagio addosso, nemmeno un piccolo pensiero per la testa, d’altra parte non mi serve più pensare ora che sono pronta.
L’ho visto da lontano, ho riconosciuto subito la sua miseria e lui la mia.
“Viola, non dovresti essere qui.”
“Non dovrei.”
“Perché sei qui?”
“ C’è una rumba che devo ballare stasera.”
In quel momento avrei preferito dargli almeno il tempo di pregare qualche santo ma poi ho pensato che quel tempo sarebbe andato sprecato, che chi si sente dio non ha bisogno di nessun santo da pregare.
“Ho fatto tutto quello che potevo per salvare nostro figlio Viola, sarebbe morto anche se fosse stato un altro il chirurgo, sono passati cinque anni, le persone vanno avanti Viola, dovresti farlo anche tu, prenderti cura di te stessa, Cristo!”
Mi sono preparata così bene che ci ho messo un attimo e nell’esatto momento in cui è morto sono convinta che non abbia provato nulla. In fondo era quello che volevo per lui, che non provasse più nulla ed ero quello che volevo per me, non provare nulla.
“Pronto! Sara? Preparati a sistemare le cose, ho appena finito di ballare la mia Rumba!”
giovedì 20 ottobre 2011
che alla fine son pur sempre qualcosa di legale..
Carissimi,
per chiunque su Bologna si scontri contro qualcosa di scontroso contro cui non vorrebbe mai scontrarsi!
oppure così per fare due chiacchiere sulle sfighe della vita.
lunedì 10 ottobre 2011
non aforisma
Io c'ho una televisione da trentadue pollici e un impianto home thatre che rimbomba il condominio, però m'incecalisco a guardare i film sul computer con la cassa storpia a forma di coccinella. Sempre.
sabato 8 ottobre 2011
aforisrmi alcoooolici
Bisognerebbe essere come ci si sente di essere e poi scusarsi.
martedì 27 settembre 2011
citazione in giudizio
Ogni volta che mi s'insinua il sospetto che qualcuno possa andarmi a genio già lo odio e comincio a vivisezionarlo. Belle gambe brutto naso, bella testa poche tette, ragionevole quasi troppo.
Tutte queste volte cerco isospettabilmente di rendermi odiabile ma non troppo, che si capisca che sto bluffando. Se addirittura il soggetto in questione è a dir poco stupefacente, subito lo immagino con qualche sporgenza poco elegante che fuoriesce dal naso, peli dalle orecchie, di congiuntivite pieni gli occhi. Mi sebra così di allontanare certi strani sentimenti di approvazione insoliti nei soggetti come me. Qualche tempo fa mi sentivo proprio terra terra, poi è insorto in me il senso di onnipotenza, ora dopo tutte questa sane e fortificanti esperienze, mi paio proprio quasi quasi normale. Ultimamente non scrivo ma mi sono buttata sulle fiction e nella mia tasteria mancano in ordine: l'invio e la chiocciolina. Insomma quando invio e chiocciolo le mie cortissime dita che già di loro poco o nulla hanno da offrire, si scontrano con un materiale di plastica molle assai fastidioso al tatto. Non avrei mai pensato di poter digitare senza l'invio e la chiocciolina, ma l'uomo in quanto il più progredito delle bestie, si adegua. Mi sento un pò irrequieta. Sarà per la mancanza dell'invio o della chiocciolina o forse perchè non trovo i biglietti per il concerto di Pino a Bologna; pare non siano ancora in circolo. Mi sa che c'è bisogno di qualche cambiamento. Mi pare quasi di sentire la staticità. Non che non abbia assistito a qualche miglioramento, per carità, padre pio ce ne salvi e scampi, ma mi sento pronta per un bel botto, bello grande. Una vincita al lotto sarebbe gradita, ma mò chi ci capisce niente più! Lotto superenalotto, il turista. Non lo so, nonna si giocava i numeri che sognava.
Mi hanno detto che parlo sempre di nord e sud e che mica esiste solo il nord e il sud. Mi hanno detto che sono agitata perchè sto realizzando il mio sogno, e io, piano piano cò sto sogno che poi non mi resta null'altro in mano. Mi hanno detto che fare l'avvocato è dura, ma chi lo sapeva che era dura così, che poi ti trovi tra musicisti e attori e ti senti nà merda frigida e senz' arte. Ma io l'arte ce l'ho. Ce l'ho come ce l'hanno tutti l'arte, bisogna solo capire se devo citarla in giudizio o conciliare.
martedì 20 settembre 2011
domenica 21 agosto 2011
precauzione inutile
Mi sono dilettata in Proust. Ma non era questo che volevo dire.
Però mi piace la questione dell'introspezione di Marcel, perchè se non l'avessi letto forse non avrei capito.
Avrei tanto voluto essere Albertine. Che ad un certo punto, prende e se ne va, ma non l'ho mai saputo fare.
Ammetto, le relazioni sociali per me rappresentano quello che per un puritano cattolico, il sesso, perchè a momenti diventa cieco ma scopare proprio no.
Una volta, un soggetto mica tanto biondo seppur biondo lo è davvero, mi ha detto che necessitiamo di non farci logorare dalle frustrazioni altrui. Compreso subito in pieno il messaggio, mi sono avvicinata alla precauzione, inutile. Nella vita vera si nel sogno no oppure saremmo in un libro di Schnitzler o nel film Inception di Christopher Nolan tra l'altro con una fortunatissima interpretazione di Leonardo occhio azzurro internazionale ma nel sogno nessuna precauzione eccheccazzo!
Invece si, pure nel sogno, pure nello scrivere, anche nella creatività la precauzione pare essere utile. Perchè te la fottono. Te la fottono si! Ti fottono i pensieri, i collegamenti, ti fottono, ahimè malamente pure i dialetti, tipo quelle robe che nemmeno hanno finito di farti pensare che siano una merda che già vengono rappresentate "genialmente" su altri lidi.
Le citazioni sono una grande invenzione, bisognerebbe utilizzarle di più suppongo.
cit: VAFFANCULO!
cit: chi sa fa, chi non sa insegna
cit: bisognerebbe scrivere solo per bisogno di scrivere
cit: bisognerebbe astenersi dallo scrivere quando già l'hanno scritto altri oppure bisognerebbe cit.
cit: statt ci'tt che sennò t'accid!
cit: non sempre quando si scrive mongolfiera s'intende mongolfiera!
Vi amo tutti. Voi altri che cit.
Cit.
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